SALUTI DA PUTIGNANO

AA.VV.

SALUTI DA PUTIGNANO

LE CARTOLINE RACCONTANO LA NOSTRA STORIA 

Prefazione  di Pietro Sisto

Il Giornale di  Putignano Ed.,  Putignano (BA), 1998, pp. 112

Recensione di Angela Attolico 

Gli autori  sono  quattro giovani  putignanesi da tempo impegnati con  passione in ambito giornalistico, dedicando particolare attenzione alla pubblicistica locale.

Essi  hanno  realizzato un album  di ben  150 cartoline postali d’epoca, più  o meno  sbiadite, talvolta  «inedite»,   raccolte dopo un’assidua ricerca nelle soffitte polverose e nelle  case  di  anziani  e appassionati collezionisti; primo  tra tutti,  il signor Gianvito Perrini, artigiano  con  una  profonda passione per  le cartoline d’epoca, coltivata da un decennio.

Un  percorso che   permette al  lettore un  viaggio nella  Putignano storica, comprendendone le  vicende salienti, oltre  al  recupero di  situazioni ed atmosfere lontane  che  segnano il  passaggio dalla  società contadina  ad  un’organizzazione urbana  ed  imprenditoriale: una  carrellata di  luoghi ed avvenimenti  ancora vivi nella  mente  dei  più  anziani e, per  i  giovani, affascinanti  scorci  di  un  paese  da sempre sospeso tra  tradizione  e rinnovamento, conservazione e  sviluppo.  Il testo,  a  prima  vista,  appare un  libro  di «altri tempi».

In  copertina, una  cartolina del  dicembre del  1934 riporta alla   prima asfaltatura  di  Corso Umberto legata all’arrivo del  Principe Umberto in città,  prima della  costruzione di  tre grattacieli che spezzano la linea architettonica ottocentesca.

I paragrafi racchiudono immagini che, per chiarezza, sono  accompagnate dalla didascalia ed ampiamente commentate dagli   autori. Vi  sono descrizioni su vari temi, santuari e chiese, palazzi nobiliari  ed edifici scolastici, ospedali, ville  e  giardini, mentre  in  appendice  troviamo «La città  e  la sua  storia», una  raccolta di  sole  cartoline riportanti il  panorama, la  stazione, ville e vie note.

Per la  rarità   del  documento, sembra doveroso e piacevole dedicare qualche parola  ad  una panoramica della raccolta, iniziando dal  Teatro Comunale del ‘600,  uno  dei  palazzi  più  importanti della  città,  ove si festeggiavano le grandi occasioni, ricco di stucchi e decorazioni e dei  dipinti del  barese Raffaele  Armenise, lo stesso che decorò il Petruzzelli di Bari,  adibito a cinema nel ‘57  e poi chiuso nel ‘78 e purtroppo inagibile,  nonostante i restauri iniziati nel ‘93.

La  Villa comunale costruita  nel  1928 con il magnifico giardino con  fontane, panchine, giostrine e pista  da  ballo,  subì  una  profonda  trasformazione  egli anni  ‘60  quando, per  il  boom economico, fu  trasformata in una distesa  di mattoni per il mercato  cittadino.

La stazione fu inaugurata il 12 agosto  del  1900, su progetto del  Dott. Lattanzio e successivamente, in epoca  fascista, l’edificio assunse le dimensioni attuali.

Testimoniano lo sviluppo, sia  la  nascita  della  Società elettrica che permise l’illuminazione, già dai  primi del  Novecento (infatti Putignano fu  il  primo  Comune  di Bari ed uno dei  primi  in Puglia a servirsi dell’elettricità per l’illuminazione pubblica e privata); sia il sorgere della Ditta  Contegiacomo, nota per la produzione di  cappelli. cappotti, giacche, ombrelli e  bastoni  coordinati, abbigliamento per  bambino, fino  ad avere  come  cliente  la «Rinascente» di Milano.

Nel  Centro storico possiamo ammirare la  Piazza Plebiscito con  il Palazzo del  Sedile che  nel  1602  divenne  la  sede  ufficiale dell’Università  e nel 1835 fu abbandonato per restauro per  cui  la sede  comunale si trasferì nel  Convento dei  Carmelitani, accanto alla Chiesa di  Maria SS.  del  Carmine; lungo il percorso vediamo la Chiesa  Madre di  San  Pietro  e il Palazzo del  Balì  che  ospitò  il Principe Umberto, figlio  di  Vittorio  Emanuele, quando giunse a  Putignano per  ben due  volte,  e per  l’occasione  inaugurò l’apertura delle Grotte di Putignano, dette «Grotte del Trullo» per l’ingresso dalla tipica  forma a trullo.  All’interno  del Palazzo si trovano sale  armoniose, riccamente decorate e  ricche  di  dipinti, mobili  preziosi, una  collezione di libri, argenterie ed armi.

Di rilievo anche  Villa  Karusio, alle porte  della  cittadina,  costruita nel 1870  da Antonio Karusio, scrittore e mecenate di matrice liberale, uomo  colto  e viaggiatore instancabile e  il Monumento ai caduti nella battaglia vittoriosa di Vittorio Veneto, eretto  nel 1924 e sostituito da una stele,  negli  anni  ‘60, in seguito alla fusione della  statua  per l’industria bellica.