l “nomi” della Net-economy

Vestono in maniera   informale,  indossano  cravatte  con  il  logo  dell’azienda, sono giovani managers  nati sotto il segno di internet  o uomini maturi  conquistati tardivamente dalla  passione per  la rete. Sono i nomi  della  Net-economy…

di Angela Attolico

Vestono in maniera   informale,  indossano  cravatte  con  il  logo  dell’azienda, sono giovani managers  nati sotto il segno di internet  o uomini maturi  conquistati tardivamente dalla  passione per  la rete. Sono i nomi  della  Net-economy…

Gli uomini della società tecnologica del 2001 cui spetta spingere i pulsanti del potere, spesso, sono poco più che trentenni e, magari, si sono fatti notare con la new economy. Sono figli d’arte o uomini che hanno puntato sulla carriera, dimostrando le loro capacità. Si sono formati in Italia e all’estero, alcuni di loro sono diventati dei grandi finanzieri. A questi uomini, si deve l’evoluzione di piccole imprese, divenute fondamentali per il mercato del nostro Paese. Tra i talenti emergenti troviamo Antonio Campo Dall’Orto, laureato in economia e commercio, con esperienze di lavoro all’estero ed un master di 15 mesi   in Publitalia: é il più giovane direttore di una rete televisiva nazionale, la Mtv Italia.

E tra le nuove imprese fermiamo la nostra attenzione  sulla Vitaminic, dove operano Davide Tomé, 35 anni, proveniente dall’esperienza presso Italia  online – lnfostrada e Galactica system;  Alberto  Gemma,  27 anni, formatosi  presso  la Rai,  Lycos  e  la  Microsoft; Cristina Sales,  31  anni, agente con esperienze anche in Fiat; ed   infine Gianluca  Dettori, 34  anni,  responsabile e fondatore della società, leader in Europa per la vendita di musica di tipo digitale, che nei primi tre mesi del 2001  ha fatturato più di due miliardi. Se invece parliamo del sud la nostra  attenzione  si rivolge  a Renato Soru, 42  anni, capace uomo d’affari, fondatore ed Amministratore di Tiscali, un portale presente in 15 stati europei,  con 1 O milioni dì utenti,  perché  fornisce  un servizio completo. Tiscali è destinata nell’idea del suo fondatore a raggiungere in tempi brevi 15 milioni di utenti.

Marco Tronchetti Provera, con i suoi soci Benetton, Unicredit  e Banca Intesa, ha acquistato il pacchetto di maggioranza della Telecom Italia e sta operando affinché la rete  fissa recuperi  quote  di mercato.  Tra i suoi obiettivi c’è quello di risolvere  il problema del debito contratto ed  allontanare  il rischio che  i manager  più preparati possano  rifiutare la nuova direzione. Ai vertici di Telecom  troviamo  i due  amministratori  delegati Carlo Buora ed Enrico Bondi, secondo il cui giudizio, è necessario lavorare sodo,  per rifondare  un’impresa.

Il quadro si completa con l’accordo tra la Pirelli ed i Benetton nell’ “Olimpia”,  nome   ancora   provvisorio della newco,  il cui capitale  è per 1’80%  della Pirelli e per il 20%  della Edizione finance international;  queste, accanto ad Unicredito ed Intesa Bci avranno  il 27,7% della Olivetti.  Merito di Francesco  Micheli, si dice in certi ambienti. Esperto  di finanza, Micheli,  assieme  a Silvio Scaglia, guida e.Biscom ed ha ritenuto  un’ottima soluzione strategica il legame con il noto gruppo di telecomunicazioni; un’operazione  che è stata  anche agevolata  dalla presenza della Pirelli nella e.Biscom,  quale titolare di alcune azioni. In seguito, però, Micheli  si è ritirato, forse per via del mancato accordo  sul cambio e.Biscom – Telecom. Un altro uomo di successo  è Gerardo Braggiotti: nel 1980 è entrato in Mediobanca, diventando direttore centrale del servizio finanziario; nel ‘97, è diventato segretario generale dei Filodrammatici e l’anno dopo è entrato alla Lazard, dove attualmente,  riveste la carica di presidente della sede di Milano.

È spettata a lui la  programmazione per l’affare Olivetti – Telecom e pare che abbia trattato privatamente, con Gnutti  ed i soci di Bell. Sulla scena anche Paolo Cantarella, lo chief executive  della Fiat che,  come  la Pirelli, rivolge  la sua attenzione alla Montedison ed  alla Telecom. Parlando di Net-economy non si può tralasciare una società che è diventata sinonimo di “informatica”. Stiamo parlando di IBM, che in Italia è guidata dall’eclettico Elio Catania. Catania, da trent’anni all’interno dell’azienda, guida un colosso che  vanta una serie di imbattibili primati: basti ricordare che annovera circa 300 mila dipendenti e un fatturato  record di oltre 80 miliardi di dollari.

Tra i nomi  di spicco, figura  anche Giuliano Adreani,  58  anni, con una laurea in Economia  e Commercio. È Amministratore Delegato per Publitalia ‘80  e, nel 1994,  ha lavorato  alla Sipra, leader della pubblicità e del marketing  italiano; si ricorda  che la Mediaset ha fatturato  5 mila miliardi  nel 2001.  Giuseppe Del Po è l’amministratore delegato  della Consiel, mentre  Stefano Zara  è il presidente del nuovo  Consiglio di amministrazione. La  Consiel si  occupa  delle  tecnologie informatiche e  della comunicazione della I.T. Telecom  del gruppo Telecom Italia. Paola Cannone. con  una laurea in Lingue  e Letteratura  straniera  allo lulm  di Milano, ha lavorato  presso l’ufficio stampa del Ministero della Sanità  e, attualmente, è  il nuovo  responsabile Marketing della Veritas  Software, in Italia.

Infine, Maurizio Cuzari, presidente, amministratore delegato  e principale azionista  della Sirmi,  è entrato anche  nel Consiglio di amministrazione della lntellex, che si occupa  di informatica e telecomunicazioni.