Comunicare i finanziamenti per lo sviluppo. Una proposta del Dipartimento delle Politiche di Sviluppo

di Angela Attolico – Task force centrale SPRINT

Cosa ci fa un bambino con il pennello da barba davanti allo specchio e per di più in bilico su tante  grandi  scatole?  Molti se lo  saranno  chiesto guardando  i manifesti  affissi in  strada   e  gli spot   televisivi.   Si tratta della metafora utilizzata per  la campagna “L’Europa  può  farci grandi”, del Dipartimento Politiche di Sviluppo del Ministero dell’Economia  e  delle  Finanze, per la comunicazione e promozione del Quadro Comunitario di Sostegno-QCS. Il protagonista è  un  bambino, a sottolineare simbolicamente la potenzialità e  la  voglia di crescere; il linguaggio è diretto e sintetico;  le  immagini   b/n  sono arricchite  da  scritte  in  colore arancione; un  format,  dunque, molto riconoscibile, quello ideato dall’agenzia pubblicitaria Grey Wordwide, e diffuso già dal 10 agosto scorso, mediante spot tv,  radio,  annunci  stampa  su varie testate, depliant, affissioni, poster e informazione on line.

La     campagna     pubblicitaria, della  durata   complessiva  di un semestre,   certamente, è  solo uno degli aspetti di un articolato piano di comunicazione, ma sta ottenendo un buon riscontro da parte dei cittadini:  solo per fare alcuni  esempi,  nel solo mese di agosto,  il  numero  verde  del Dipartimento (800.444.555) ha risposto od  oltre 300 cittadini al giorno e sono aumentati di oltre 30mila unità gli accessi al sito del Dipartimento www.dps.tesoro.it

L’iniziativa  si colloca nell’ambito delle attività svolte per ridurre il divario tra i livelli di sviluppo delle varie   regioni,   accelerando  la crescita  delle aree  più disagiate del Mezzogiorno, mediante l’utilizzo dei Fondi europei. Lo strumento  utilizzato è il Quadro Comunitario di Sostegno  (QCS), che   per   il   periodo  2000-2006 mette a disposizione  51mila milioni di euro per investimenti di sviluppo  in  Basilicata,  Calabria, Campania, Molise, Puglia, Sardegna e Sicilia.  Ciò  allo scopo  di migliorare la dotazione di infrastrutture  e  la  qualità  dei pubblici servizi, promuovere l’imprenditorialità e l’occupazione, nei settori: industria,  agricoltura,  pesca  e turismo, tutelare l’ambiente   e valorizzare le risorse culturali e storiche.