PLESSI A CARACALLA: IL SEGRETO DEL TEMPO

La mostra di Fabrizio Plessi nei sotterranei delle Terme

Plessi a Caracalla fino a domenica 29 settembre: un connubio tra spazi enormi e grandi installazioni. Un viaggio immersivo in cui le videoinstallazioni che celebrano gli elementi naturali come l’acqua, il fuoco e il vento dialogano con l’ipogeo tra percorsi e gallerie ancora per buona parte inesplorate.

Plessi a Caracalla (sabato)

Francesco Prosperetti, Soprintendente Speciale di Roma, ha parlato di contaminazione tra gli artisti e i luoghi. Negli ultimi quindici anni della sua carriera ha cercato di produrre eventi diversi ma mai prima d’ora la parola contaminazione gli era sembrata così adatta a scrivere quella chimica che si verifica con l’occasione della mostra di Plessi, evidenziando l’uso degli elementi primari come l’acqua, il fuoco e il vento. “Il luogo in cui la sua installazione prende forma trasuda della forza di questi elementi e sotto i nostri piedi si stende questo dedalo di gallerie artificiali di Caracalla, formato di terra e ricoperto di muratura”. Poi ha aggiunto: “Un caso in cui l’arte contemporanea interpreta il luogo archeologico e lo rende conoscibile attraverso l’arte, per quello che era e questo lo dobbiamo a Plessi”.   

“Modificare e invertire l’ordine lapidario e statico delle cose”, obiettivo perseguito da Plessi. 

Fabrizio Plessi è un esperto di videoarte conosciuto a livello internazionale, per le sue oltre 150 mostre pubbliche. Con Il segreto del tempo, esposizione accompagnata dalle musiche di Michael Nyman, aperta al pubblico già da circa un mese, Plessi anima il nuovo percorso nei sotterranei delle Terme di Caracalla; oltre 200 metri tra viali e gallerie sotterranee, restaurati e accessibili, presenti sotto l’esedra del calidarium, fulcro dell’impianto tecnologico idraulico e simbolo della scienza ingegneristica degli antichi romani e all’epoca sede dei forni e delle caldaie, oltre alla presenza nei sotterranei dei magazzini per la legna e le merci. E grazie alla forza lavoro degli schiavi e alla tecnica degli operai specializzati, l’acqua per le vasche veniva riscaldata, fino a creare il vapore per la sauna e si riscaldavano anche gli ambienti dell’ampio complesso termale, meta di sei-ottomila ospiti al giorno. Di recente, dei circa sei chilometri degli ampi sotterranei e gallerie, ancora in parte da scavare, oltre 200 metri sono stati inaugurati, dopo una complessa fase di restauro, costata circa 350mila euro e durata circa un anno.

Il segreto del tempo consiste in 12 videoinstallazioni, in un progetto site-specific, creato dunque per spazi antichi e monumentali, in un connubio tra la classicità degli elementi naturali della terra, come l’acqua e il fuoco e gli aspetti più innovativi di natura tecnologica.

A tal proposito, Plessi, riferendosi alle Terme di Caracalla, ha affermato: “Il luogo è talmente straordinario per cui mi sono identificato con Caracalla ed ho quasi messo in simbiosi il mio linguaggio con tutto ciò che è di 2mila anni fa; una specie di passo in avanti sulle nuove tecnologie ed un passo indietro sulla memoria storica di questo luogo. Mai dimenticare. Il futuro ha un cuore antico che è qualcosa che è legata al passato”.

Plessi ha parlato di innesto biologico naturale, tra la sua arte e Caracalla: “Il DNA di Plessi è il DNA di questo luogo”. L’artista vuole trasferire ai visitatori le stesse emozioni che ha avuto nelle sue creazioni. Opere che partono dal disegno – Plessi nella sua carriera ne ha realizzati 15-20mila ed i grandi temi della mostra prendono spunto proprio dai suoi disegni.

Caracalla – Foto Plessi (giovedì)

Viviamo la nostra esperienza immersiva, architettura, scultura, tecnologia e suono.

Bastano pochi scalini per trovarsi avvolti dal buio dei sotterranei e raggiungere il cangiante elettronico delle dodici opere di Plessi, sempre accompagnati dalle musiche di Michael Nyman. Grandi schermi dai contorni in metallo sui quali scorrono immagini elettroniche e coloratissime, tra l’esperienza sensoriale della luce, il movimento e l’energia ma sempre come vuole l’artista, video come oggetti d’uso, privi della componente narrativa, autobiografica e performativa. Su un’intera parete, un libro virtuale di sei metri, che si sfoglia da solo, dedicato alla carriera di Plessi; il libro comprende gli 87 libri che Plessi ha prodotto nella sua vita, compreso l’ultimo. Acqua, fuoco, vento e lampi intesi come segni; un bagaglio di scrittura che l’artista integra nel proprio bagaglio espressivo. E sugli schermi l’antichità prende forma con l’imperatore Caracalla, per poi passare ad una tunica mossa dal vento ed ancora, il fumo che avvolge ogni immagine, cancella la parte superiore del lavoro, per poi pian piano restituirne le forme.

Plessi a Caracalla (domenica)

Il monitor dialoga con il ferro e in maniera più ampia con l’intera area che li ospita.

Monitor che hanno costellato la lunga carriera di Plessi, dagli anni ’70 con Mare orizzontale e Waterfall al 1987 con Roma ed i suoi 36 monitor posti a terra in modo circolare, su cui galleggiano le acque del Tevere. Plessi, pioniere della videoarte in Italia, ha usato il monitor come un qualsiasi altro materiale, sfruttandone l’aspetto digitale.

 L’esposizione, curata da Alberto Fiz, è organizzata dalla Soprintendenza Speciale di Roma, in collaborazione con Electa.

Alberto Fiz ha parlato del rapporto e del dialogo che si instaura tra l’opera d’arte e il luogo, laddove lo spazio archeologico non è da intendersi come contenitore ma come elemento di contenuto all’interno del quale l’opera d’arte deve dialogare. “Si potrebbe quasi parlare di un tempo sincronico dove il flusso tecnologico si insinua tra gli interstizi  del frutto della storia, traendo uno shock visivo vero e proprio”. Ciò con l’obiettivo di rigenerare con le tecnologie un luogo della memoria, sviluppando un messaggio con la contemporaneità.

 L’arte contemporanea a Caracalla

“Caracalla è un grande monumento e non è la prima volta che dialoga con il contemporaneo” ha affermato Marina Piranomonte, Direttore delle Terme; da 7 anni è iniziata la tradizione, dal 2012 con Pistoletto e continua ancora oggi.

Nel 2012 Michelangelo Pistoletto, con Il terzo paradiso, ha reso contemporanei i resti antichi delle Terme; e poi, nel 2016, ha donato alle Terme la sua opera in marmo bianco di Carrara, la Mela Reintegrata, posta nei sotterranei. E sempre tra ampi percorsi e gallerie sotterranee ha preso vita nel 2017 la mostra fotografica Molti di Antonio Biasucci.

Nel 2018 si è assistito ad una integrazione perfetta tra il luogo e l’arte, prima con Mauro Staccioli in Sensibile Ambientale e le sue opere geometriche e poi con Alvin Curran e la sua arte basata sulla sonorità Omnia Flumina Romam Ducunt. Sempre di integrazione possiamo parlare anche per l’opera di Fabrizio Plessi, distribuita lungo un percorso di oltre 200 metri, con proiezioni su degli archi, tipici della tradizione romana.

All’inaugurazione dell’esposizione e del percorso stesso avvenuta il 17 giugno scorso erano presenti, oltre all’artista Fabrizio Plessi e al curatore della mostra, Alberto Fiz, anche Francesco Prosperetti, Soprintendente Speciale di Roma e Marina Piranomonte, Direttore delle Terme di Caracalla e Responsabile scientifico del restauro. Le dichiarazioni riportate sono state espresse durante l’evento.  

Sede: Terme di Caracalla

Viale delle Terme di Caracalla, n. 52

Orari: dalle 9.00 alle 19.15 fino al 31 agosto; dalle 9.00 alle 19.00 per il mese di settembre, fino al 29 settembre. Il lunedì, dalle 9.00 alle 14.00.

Fonte per informazioni e foto: Soprintendenza Speciale di Roma.

Per approfondimenti: Una visita 3D alle Terme di Caracalla

Terme di Caracalla: 8 giorni ad ingresso gratuito