Beni culturali e accordi commerciali Italia – Cina

Bonisoli, restituiti 796 reperti

Accordi Italia – Cina, tra le intese istituzionali anche la restituzione di 796 reperti archeologici.

Dopo l’incontro avvenuto questa mattina tra il Presidente cinese Xi Jinping e il premier Giuseppe Conte, durante la cerimonia ufficiale , è stato firmato il Memorandum sulla Via della Seta. In totale 29 accordi, 10 commerciali e 19 intese istituzionali.

Tra le intese istituzionali, la restituzione di 796 reperti archeologici appartenenti al patrimonio culturale cinese.

Intese istituzionali per la restituzione di 796 reperti

La mattina del 22 marzo scorso, il Ministro per i Beni e le Attività Culturali, Alberto Bonisoli ha incontrato il Ministro della Cultura della Repubblica Popolare Cinese, Luo Shugang, nella sede del Museo Nazionale di Palazzo Altemps a Roma. Ribadita la volontà di rafforzare la cooperazione culturale e l’impegno a collaborare sulla lotta al traffico illecito di beni culturali, al termine dell’incontro bilaterale tra i ministri si è tenuta la firma di un documento simbolico per la restituzione di 796 reperti paleontologici e archeologici sottratti al patrimonio culturale cinese ed esportati illegalmente in Italia. Presenti in sala, il Vice Comandante Generale dell’Arma dei Carabinieri Generale Riccardo Amato, il Generale di Brigata Comandante Carabinieri Tutela Patrimonio Culturale, Fabrizio Parrulli e la delegazione italo – cinese coordinata dal Consigliere Diplomatico Marco Ricci.

Firma di un documento simbolico per la restituzione

La restituzione dei reperti dopo gli accertamenti delle autorità competenti cinesi

La restituzione dei reperti alla Repubblica Popolare Cinese è stata disposta il 5 novembre 2018, dal Giudice per le Indagini Preliminari del Tribunale di Milano, al termine di una complessa vicenda giudiziaria civilistica incentrata sulla proprietà dei beni.

Una dichiarazione del Ministro Alberto Bonisoli

“È un grande onore avere la possibilità di dialogare in maniera molto forte e approfondita con un Paese amico come la Repubblica Popolare Cinese. Oggi restituiamo una serie di oggetti che abbiamo trovato in Italia di provenienza illecita e che appartengono al patrimonio culturale della Repubblica Popolare Cinese, recuperati grazie all’attività del Comando Carabinieri Tutela Patrimonio Culturale”, ha dichiarato il Ministro Alberto Bonisoli, continuando: “Siamo orgogliosi di poter restituire ai nostri amici questi reperti in quanto rappresentativi del proprio patrimonio e dell’identità del popolo cinese. Il mio speciale ringraziamento va all’Arma dei Carabinieri per il suo prezioso lavoro quotidiano”.

Il recupero dei 796 reperti è avvenuto grazie ad una lunga attività investigativa, condotta dal Nucleo Carabinieri Tutela Patrimonio Culturale di Monza, su un lotto di reperti archeologici cinesi di dubbia provenienza messi in vendita a Roncadelle, in provincia di Brescia.

Provenienza dei Beni e collocazione storica

I primi accertamenti svolti dagli esperti hanno consentito di stabilire che i beni risultavano in prevalenza assimilabili a quelli ritrovati negli scavi archeologici eseguiti nella provincie di Gansu, Qinghai, Shaanxi e Sichuan, riferiti al periodo storico dal Neolitico (3500 – 1700 a.C.) fino alla Dinastia Ming (907– 1664 d.C.).

 E intanto, si è già conclusa la visita del Presidente cinese Xi Jinping, arrivato in Italia giovedì 21 marzo scorso, accompagnato dalla first lady e da una delegazione di 500 membri, comprensiva tra gli altri, di alcuni membri del Consiglio di Stato, funzionari ministeriali e dirigenti d’azienda; e quest’oggi, sabato 23 marzo, nel primo pomeriggio, sono ripartiti con destinazione Palermo.

Fonti per informazioni e foto: MiBAC