Pluralismo dell’informazione: Firmato il Protocollo d’Intesa

Avviata un’azione sinergica di sostegno

Firmato il Protocollo d’Intesa per la realizzazione di azioni comuni in materia di pluralismo dell’informazione, tra il Dipartimento per l’Informazione e l’Editoria della Presidenza del Consiglio dei Ministri e la III Commissione di Vigilanza sul Pluralismo dell’Informazione della Regione Lazio.

Nella mattinata di oggi, 21 febbraio, nella Sala Latini del Consiglio Regionale del Lazio, si è tenuta la conferenza stampa di presentazione del Protocollo d’Intesa tra il Dipartimento per l’Informazione e l’Editoria della Presidenza del Consiglio dei Ministri e la III Commissione di Vigilanza sul Pluralismo dell’Informazione, della Regione Lazio.

La Regione Lazio è l’unica ad avere la Commissione permanente.

All’incontro erano presenti il senatore Vito Crimi, sottosegretario alla Presidenza del Consiglio dei Ministri con delega all’Editoria e Davide Barillari, presidente della III Commissione di Vigilanza sul Pluralismo dell’Informazione della Regione Lazio.

“L’Italia è una Repubblica fondata sull’informazione online”, ha cominciato così il suo intervento, il presidente della III Commissione, Davide Barillari, evidenziando il cambiamento epocale, rappresentato da un ingente flusso d’informazione veloce, diffusa e condivisa, laddove in passato invece era riservata a pochi e le notizie stesse avevano una vita media piuttosto lunga, fino anche a durare alcuni mesi. All’epoca, l’attenzione era verso i mezzi d’informazione, pochi ed ufficiali; oggi, invece l’attenzione si è spostata verso il lettore che in forma autonoma racconta notizie e posta video, senza la necessità del giornalista come figura di intermediazione. Tutto ciò ha prodotto la diffusione d’informazione a molti livelli ma anche delle fake news.

Giunti a questo punto, necessita capire qual è il ruolo del giornalista e se sia realmente indipendente da logiche commerciali, ed inoltre, definire il ruolo delle istituzioni in un momento in cui c’è crisi del settore e crisi occupazionale e al tempo stesso si delinea la necessità di un modello che risponda al diritto di essere correttamente informati.

La Commissione vuole dare dei validi strumenti di comprensione ai cittadini ed un supporto nel controllo dell’informazione in un’epoca di continuo cambiamento. Si propone, inoltre, di operare una revisione-aggiornamento della L.13 del 2016 – Disposizioni di riordino in materia di informazione e comunicazione, oltre ad avere un contratto di servizio regionale con la RAI.

Il presidente Davide Barillari si è soffermato sulla necessità di studiare strumenti atti a valorizzare quei media che si contraddistinguono per lealtà, indipendenza, imparzialità, completezza dell’informazione e soprattutto per qualità e per la promozione di valori sociali ed ambientali.

Il senatore Crimi ha subito menzionato la ricerca “Indagine conoscitiva sull’informazione locale”, prodotta dall’AGCOM – Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni, sottolineando l’aumento della domanda in rete e al tempo stesso, il calo dell’offerta di informazione tradizionale, dato sul quale ha invitato a riflettere; ha poi, parlato della crisi che ha investito tutta la filiera dell’informazione, non solo i giornali cartacei, soffermandosi sul ruolo da sempre svolto dalle edicole, attualmente coinvolte dalla crisi e la necessità di fornire un supporto anche sull’apparato della distribuzione. Qualche informazione poi, in materia di pubblicità e di credito d’imposta per l’incremento pubblicitario.

Tra le azioni che il Protocollo prevede, particolare rilevanza, secondo il senatore Crimi è il reciproco scambio di dati e informazioni utili allo svolgimento delle rispettive funzioni, per evitare eventuali sovrapposizioni, nonché la realizzazione di attività di studio, osservazione e ricerca, al fine di avere un rapporto di analisi che dia un quadro del settore, completo di tutte le presenti evoluzioni del settore e i possibili scenari di sviluppo.

In conclusione, Crimi ha annunciato che a metà marzo si partirà con la prima fase degli Stati Generali dell’Informazione, che rappresentano sia un importante momento di confronto, sia anche uno strumento per la creazione di nuovi paradigmi che diano risultati concreti al settore.

Le parti hanno stabilito che, laddove necessario, possano essere attivate singole azioni sulla base di accordi operativi che richiameranno il Protocollo d’Intesa e ciò anche mediante la costituzione di gruppi di lavoro congiunti o tavoli tecnici di collaborazione. 

Il pluralismo dell’informazione è una componente essenziale e imprescindibile per il corretto funzionamento di una democrazia. Così come, fondamentale e vincolante è il principio di leale collaborazione tra le pubbliche istituzioni, che prevede scambi di informazioni, di notizie e più in generale di collaborazione.

La sottoscrizione dell’atto rappresenta un primo passo importante verso un’azione sinergica a sostegno del settore, al fine di promuovere una informazione sempre più corretta e responsabile, strutturata secondo i principi imprescindibili di qualità, completezza, obiettività ed imparzialità, che lo stesso codice deontologico impone ai professionisti dell’informazione. Ciò in considerazione del fatto che i mezzi di informazione svolgono un ruolo di intermediazione nei confronti del cittadino e che quest’ultimo, potendo accedere a più fonti d’informazione, ha il diritto allo sviluppo della coscienza individuale, esercitando la propria libertà di scelta, per formarsi un’opinione.

Al tempo stesso, va posta particolare attenzione nei confronti dei nuovi canali di informazione e soprattutto Internet e la trasformazione al digitale, valutando sia i media tradizionali e la loro capacità di adeguarsi ai cambiamenti in corso, sia la nascita di testate online e come queste possano soddisfare al meglio le esigenze di informazione del vasto pubblico. Laddove pluralismo, è anche poter garantire l’informazione a tutti, evitando il knowledge gap e, con riferimento ai media digitali, il digital devide, legato all’assenza di infrastrutture tecnologiche e di rete, oltre che ad un fattore culturale, di istruzione e di status sociale.

Azioni previste dal Protocollo d’Intesa

Sulla base del Protocollo, le Parti, ciascuna nell’ambito delle proprie competenze, intendono collaborare ai fini della realizzazione di una serie di azioni quali, a titolo esemplificativo e non esaustivo:

– attivare la più ampia e proficua collaborazione per sviluppare azioni positive a favorire il pluralismo dell’informazione, anche attraverso forme di coinvolgimento, collaborazione fattiva e sensibilizzazione degli operatori del settore (tradizionali ed online);

– studiare strumenti atti a valorizzare quei media che si contraddistinguono per lealtà, indipendenza, imparzialità, completezza dell’informazione e soprattutto per qualità e per la promozione di valori sociali ed ambientali;

– realizzare attività di studio, osservazione e ricerca, al fine di avere un rapporto di analisi che dia un quadro del settore, completo di tutte le presenti evoluzioni del settore e i possibili scenari di sviluppo;

− organizzare e promuovere eventi di approfondimento e attività di informazione per promuovere l’interesse, il dibattito e il confronto sul tema del pluralismo, coinvolgendo sia i professionisti che i cittadini;

– prevedere uno scambio di informazioni al fine di evitare eventuale sovrapposizione ed a monitorare i livelli occupazionali;

– avviare un reciproco scambio di documenti, dati e informazioni utili allo svolgimento delle rispettive funzioni;

– creare gruppi di studio e di lavoro per l’elaborazione di soluzioni condivise nelle materie di comune interesse, come occasione di formazione, perfezionamento e scambio.

– collaborare nella creazione di reti e relazioni al fine di promuovere la realizzazione di progettualità comuni.

Protocollo d’intesa (QUI)