A Carnevale dolci a volontà

Una selezione di tipicità italiane

Il Carnevale è il periodo più pazzo dell’anno, tra sfilate con carri mascherati e dolci in abbondanza, come vuole la tradizione, da nord a sud del Paese; si festeggia nei mesi di febbraio e marzo fino al martedì grasso, che precede il mercoledì delle ceneri e l’inizio della Quaresima.

Maschera veneziana

Il martedì grasso, giorno finale dei festeggiamenti, quest’anno sarà il 5 marzo prossimo mentre il giovedì grasso, che ricade il 28 febbraio prossimo, sarà l’ultimo giorno in cui mangiare la carne e fare bagordi prima della dieta morigerata della Quaresima, in preparazione alla Pasqua.

Sono tante le ricette di prodotti tipici del Carnevale rigorosamente preparati artigianalmente, talvolta a variare è solo il nome che si differenzia tra varie località; altre volte alle ricette tradizionali si affiancano varianti con ingredienti di particolare golosità. La costante è assaggiare e saper apprezzare anche le novità!

Si tratta principalmente di dolci fritti e talvolta anche ripieni; la variante a forno quando possibile è certamente più leggera.

Chiacchiere

Tra i più diffusi in Italia, le chiacchiere o frappe, chiamate anche in altri modi come strappe, lattughe e intrigoni, preparate con farina, uova, zucchero, burro fuso e raffreddato, scorza di limone ed un pizzico di sale e aromatizzate con un componente alcoolico, generalmente il vino bianco, ma anche brandy, marsala, sambuca, vinsanto o grappa, creando un impasto che viene tagliato con una rotella dentata a listarelle più o meno alte, fritte o cotte a forno e ricoperte con zucchero a velo; disponibili anche in alcune varianti come le frappe all’arancia o al limone, con scorza grattugiata d’agrumi, le sfrappole emiliane, con succo d’arancia e brandy, e ancora, quelle ricoperte con cioccolato fondente a filo e altre completamente scure, perché realizzate con cacao amaro in polvere, inserito direttamente nell’impasto; tipiche del Carnevale anche quelle colorate, innaffiate con alchermes, un liquore a base di chiodi di garofano, cardamomo e acqua di rose.

Castagnole

Un altro dolce del Carnevale italiano e diffuso in tutto il Paese sono le castagnole, tipiche pallottole di pasta fritta (possibile anche la variante cotta a forno) e passata nello zucchero semolato, preparate con farina, uova, zucchero, burro, latte, lievito in polvere, sale e aggiunta di marsala, prodotte anche in più varianti, quella colorata detta peschine o pesche dolci all’alchermes,

o semplicemente aromatizzate al limone o all’arancia, con succo e scorza di agrumi e disponibili anche nella versione più golosa, ricoperte con cioccolato fondente.

Un dolce tradizionale del centro Italia, Abruzzo, Lazio e Molise ma poi preparato anche in altre regioni è la cicerchiata, realizzata da pallottole di volume minore rispetto alle castagnole, simili agli struffoli natalizi nel napoletano, con impasto di farina, uova, zucchero, vino bianco, olio extravergine e limone, ricoperte di miele e volendo anche canditi e mandorle, assemblate a creare una sorta di ciambellone, ricoperto da granella di zucchero colorata. Sono sempre al miele gli arancini di Carnevale, tipici delle Marche.

Vi è poi un altro dolce preparato tra febbraio e marzo, la zeppola, con pasta lievitata chiusa ad anello e poi fritta od eventualmente cotta a forno, realizzata con impasto di farina, zucchero, uova, burro e olio d’oliva (in Puglia anche con acqua e strutto), ripiena di crema o soltanto guarnita di crema e amarene allo sciroppo o di crema al cioccolato. In alcune regioni vengono preparate esclusivamente per la festa di San Giuseppe o festa del papà. A proposito di pasta ad anello non possono mancare le ciambelline ricoperte con zucchero semolato o granella di zucchero colorata e talvolta ripiene di crema o ricoperte di cioccolato; e le ciambelle aromatizzate al limone. Da assaggiare anche il migliaccio napoletano, torta senza farina, preparata con semolino.

Vi sono poi i dolci del Carnevale a pasta lievitata, diffusi nella zona centro – nord. Ricordiamo il berlingozzo, dolce toscano che veniva preparato già nel 1400, diffuso anche in area umbra, dalla classica forma a ciambella grande e alta, preparata senza latte, né burro e guarnita con granella di zucchero bianco e di zucchero colorato; sempre in Toscana, troviamo la schiacciata fiorentina, mentre più a nord si possono gustare i krapfen di origine tedesca, diffusi soprattutto in Alto Adige, ripieni alla marmellata e ricoperti di zucchero; ve ne sono anche in altre zone d’Italia, ripieni alla crema o al cioccolato. Sono simili nella forma alle bombe romane ma differiscono per gusto e consistenza.

Da ricordare anche le mantovane piemontesi di pasta sfoglia, con uva sultanina e marmellata.

Alla ricca e golosa carrellata vanno ad aggiungersi ravioli dolci dal tipico impasto fatto con fagioli bianchi secchi, castagne secche e mostarda di frutta ed i tortelli ripieni e ricoperti con zucchero a velo, le bugie, dolci del Piemonte e della Liguria, con cacao e aggiunta di pinoli e uvetta, i cenci al vinsanto, ed infine i crostoli alla marmellata tipici della zona del Veneto e del Friuli.

Insomma ce n’è per tutti i gusti!

Foto di archivio