Le acque termali presenti nel Lazio

Quali sono e perché servono

Curarsi alle terme e raggiungere uno stato di benessere in modo naturale può essere una soluzione valida ancora oggi; lo facevano già gli etruschi e gli antichi romani ottenendo benefici in modo naturale e potremmo farlo noi oggi, associando le cure termali alla terapia farmacologica, laddove necessaria, per curare delle patologie ma anche a scopo preventivo o puramente estetico. Le cure termali sono adatte ad ogni età, dagli adulti ai bambini e a tal proposito, molti pediatri hanno iniziato a privilegiare le cure naturali soprattutto nei casi di allergia e dermatite.

Questa volta il nostro tour partirà da Roma e raggiungerà le altre quattro province del Lazio, tra centri termali con vasche ed altri unicamente per cure idropiniche, con acqua da bere. Si parlerà delle caratteristiche delle acque presenti in loco e delle loro proprietà.

Le acque minerali vengono suddivise e classificate secondo il residuo fisso a 180°C in oligominerali, mediominerali minimamente mineralizzate ed al contrario, ricche di sali minerali; sono classificate a seconda della temperatura in acque ipertermali (40°C-65°C), acque omeotermali (30°C-40°C) ed ipotermali (20°C-30°C). Più è elevata la temperatura, più sono presenti i minerali, zolfo, iodio, cloro, ferro, elementi di calcio e microelementi di altre sostanze. Si differenziano anche per la concentrazione molecolare; e inoltre, per la composizione chimica (arsenicali e arsenicali ferruginose, bicarbonato, solfate, cloruro-sodiche o salse, salsoiodiche e solfuree, radioattive).

Esiste quindi, una suddivisione delle acque in base alla tipologia ed alle loro principali indicazioni e proprietà terapeutiche; giusto per fare qualche esempio, le acque oligominerali sono per lo più da bere e sono indicate per le patologie urinarie, come infiammazioni, calcolosi e gotta; le acque sulfuree sono usate sia da bere che per fare il bagno e indicate per malattie della pelle, dell’apparato respiratorio, ginecologico, osteoarticolare, per reumatismi e per curare l’orecchio.

Vediamo quali sono le tipologie di acque presenti nel Lazio e quali malattie possono curare, precisando che la cura attraverso le acque termali può essere interna, usare l’acqua come bevanda (idroterapia); ed esterna (crenoterapia).

Tra le strutture termali più conosciute del Lazio, le Terme di Fiuggi, in provincia di Frosinone, le cui fonti erano utilizzate già dal medioevo per le proprietà oligominerali; le Terme dei Papi a Viterbo, che sono diventate un punto di riferimento del termalismo del centro Italia; e in prossimità di Roma, le Acque Albule.

Una volta giunti a Roma necessita prendere la strada per le Tivoli, dove troviamo Acque AlbuleTerme di Roma, dalle acque ipotermali di tipo sulfureo che sgorgano ad una temperatura di 23°C e giungono dai due laghi Regina e Colonnelle, a nord della via Tiburtina, nella quantità di tremila litri al secondo. Le acque hanno colore biancasto, di qui l’aggettivo latino “albula” che significa acqua di colore biancastro, quale effetto del liberarsi dell’anidride carbonica e dell’idrogeno solforato, con l’abbassarsi della pressione.
Presenti quattro piscine, due delle quali sono adatte ai bambini e le altre due con idromassaggio; una piscina sulfurea è interna. Tra i vari trattamenti, la sauna detossificante ed il bagno turco dal vapore sulfureo.

Lo zolfo contenuto nelle acque sulfuree è un potente antibatterico naturale con effetto antinfiammatorio.

In particolare, si effettuano cure dermatologiche, inalatorie, balneoterapia e trattamenti per la sordità rinogena, per l’osteoartrosi, patologie vascolari, disturbi digestivi e patologie ginecologiche.

 Poco distanti da Roma, a Palestrina, si trovano le Terme Fonte Ceciliana, conosciute già dai tempi dell’imperatore Augusto, per le acque oligominerali dall’alto potere diuretico che attraversano un cunicolo di oltre 200 metri scavato nel tufo dagli antichi romani.

Non ci sono piscine ma l’acqua va bevuta a fini curativi.

Ciò consente la cura di malattie delle vie urinarie, gotta, uricemia e malattie del ricambio e obesità. Questa tipologia è nota per le terapie idropiniche, in grado di curare l’apparato digerente e di ripristinare le normali funzioni del fegato; lenisce stati infiammatori delle vie respiratorie e rafforza le difese immunitarie nei bambini.

In provincia di Roma troviamo anche le Terme Sabine di Cretone, a Palombara Sabina dalle acque termominerali sulfuree, usate in particolare per le patologie dell’apparato respiratorio e per trattamenti dermatologici. Le acque sulfuree sono efficaci nel trattamento di molte patologie croniche riguardanti orecchio con insufflazioni e naso e gola, contro il muco ed il catarro; ed anche per l’apparato gastroenterico e le vie biliari, l’apparato cardiovascolare, ginecologico e per gli artrosi agli arti. La struttura ha tre piscine, una delle quali è dedicata ai bambini.

Le Terme di Stigliano si trovano a Canale Monterano.

Il Parco Termale presenta ben 5 fonti termali di natura solfo-iodica ipertermale (da 36°C a 56°C), una vasca termale e idromassaggio. Il percorso che include tepidarium (36°C), calidarium (42°C) e frigidarium con doccia a cascata, pare essersi ispirato all’antica Roma; presente anche una sauna finlandese (70°C) e una grotta sudatoria. Un alleato naturale nella cura di patologie reumatiche, post traumatiche, infiammatorie, cutanee e della sordità rinogena .

A Frosinone troviamo le Terme di Fiuggi e le Terme di Pompeo.

Le Terme di Fiuggi sorgono in prossimità della fonte di Bonifacio VIII e della Fonte Anticolana anche detta “fonte nuova”. Il bacino è ai piedi dei Monti Ernici, caratterizzato da un territorio vulcanico ricco di argilla, ceneri e tufo. L’acqua è di tipo oligominerale, fredda a 12°C e povera di sali minerali. La terapia idropinica ha effetto diuretico e depurativo, soprattutto bevendo la mattina a stomaco vuoto; ottima per le vie urinarie, per l’eliminazione dei calcoli, per l’iperuricemia, nonché a scopo preventivo per evitare la formazione dei calcoli.

Le Terme di Pompeo a Ferentino sono alimentate dalla sorgente Bagnatoio, di acqua fredda, benché in zona ci siano quattro sorgenti termali. Le acque di natura sulfurea bicarbonato calcica vengono utilizzate per la cura dell’apparato respiratorio, mediante ventilazioni polmonari, inalazioni, aerosol, nebulizzazioni, insufflazioni e docce nasali; usate anche per l’apparato locomotore e la riabilitazione, trattamenti ginecologici, bagni ed idromassaggio.  

 Le Terme di Suio sono a Castelforte, in provincia di Latina, lungo il fiume Garigliano. Prime in Italia per la densità di iodio presente nelle acque e terze in Europa. Le qualità terapeutiche delle trenta sorgenti di Suio derivano dalla presenza di zolfo; infatti le sorgenti hanno acque ipertermali con composizione sulfureo – bicarbonato – calcica e alcalino – terrosa. Come tutte le acque aventi tali proprietà vengono usate prevalentemente per l’apparato respiratorio.

 A Rieti troviamo le Terme di Cottorella con le sue acque fredde provenienti dal Monte Belvedere, di natura terrosa-bicarbonato-alcalina, povera di sodio; usata per malattie dell’apparato urinario, per le proprietà diuretiche; oltre che per le patologie cardiovascolari, epatiche, gastroenteriche e dismetaboliche.

E dopo questa carrellata eccoci giunti a Viterbo con un’area termale piuttosto ricca, le cui origini risalgono agli etruschi e successivamente ai romani.

Qui le acque sono di tipo vulcanico e ricche di zolfo, quindi particolarmente calde, usate per curare la pelle, l’obesità, la gotta, problemi respiratori e circolatori ed anche tromboflebiti e ulcere varicose; e accanto alle acque calde ci sono anche acque ipotermali, come la Fonte Acqua Rossa, la vicina Acqua del Molino e quella di Solfatara di acqua fredda, accomunate dalla presenza di acido carbonico. Fredda anche l’acqua della Sorgente Pisciarello.  

Le Terme dei Papi, che hanno preso il nome dalla permanenza di alcuni pontefici, in epoca medioevale, vedono la presenza di acque tra i 40°C ed i 58°C, ricche di zolfo, magnesio e bicarbonato di calcio; a tal proposito, la Sorgente del Bullicame fornisce acque calde solfureo – solfato – bicarbonato – alcalino – terrosa e fluorata a 58°C. In loco sono possibili anche i bagni in acque carboniche – ferruginose, la grotta calda e il bagno turco. Le Terme dei Papi sono il luogo giusto per curare le malattie reumatiche ed osteoarticolari, vascolari, ginecologiche, dermatologiche e del ricambio.

Le Terme delle Masse di San Sisto, si trovano in località Paliano, in corrispondenza dello svincolo superstrada Orte – Viterbo. Il complesso ha una vasca grande di acqua calda a 58°C ed un’altra vasca più piccola e meno calda, con i suoi 18°C. Le acque calde sono d’aiuto per i problemi dell’apparato respiratorio, locomotore, ginecologico e cardiovascolare.

Il complesso delle Terme di Orte, è caratterizzato da due piscine e cascate per l’idromassaggio, con acqua minerale ipotermale sulfurea, a 30°C, ricca di sali minerali bicarbonato, calcio, fluoro, solfato e magnesio. Può essere bevuta od usata per la cura della pelle e dell’apparato respiratorio.

Tra le cosiddette Terme “ad accesso libero” ricordiamo le Piscine Carletti con acqua ipertermale a 58°C in due vasche, proveniente da due sorgenti; le Terme del Bagnaccio, dotate di cinque vasche sia di acqua particolarmente calda, intorno ai 65°C , sia di acqua più fredda (23°C-29°C); presenti anche notevoli emissioni di gas, usati per i trattamenti sull’apparato respiratorio. Rientrano in questo gruppo anche le Terme del Bullicame, sempre ad acqua ipertermica che alimenta due vasche.

*Per approfondimenti leggi anche:

Cure termali e benessere

Una visita in 3D alle Terme di Caracalla