Il MUSE tra natura e scienza

Passato e futuro

Il MUSE è divenuto un punto di riferimento nel dibattito internazionale sui temi della natura e della scienza, intrecciati tra passato e futuro. Voluto dalla Provincia autonoma di Trento, grazie ad un notevole investimento sulla cultura è stato realizzato dal noto architetto Renzo Piano, secondo criteri di eco-compatibilità ed inaugurato a luglio 2013.

MUSE_®Hufton+Crow

Il MUSE si propone di interpretare la natura, a partire dal paesaggio montano, invitando al piacere della conoscenza scientifica, all’innovazione e alla sostenibilità ambientale. E per la sua capacità di produrre e divulgare contenuti scientifici di alta qualità è l’unico museo entrato a far parte del “Sistema Trentino della Ricerca e dell’Alta Formazione”.

È anche centro propulsore di una rete museale del sapere scientifico trentino e globale che comprende altre sette sedi* territoriali distaccate; infine, è l’unico museo italiano con una sede permanente all’estero, in Tanzania, dove svolge attività di monitoraggio ambientale da oltre dieci anni.

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Giunti in zona il MUSE è subito individuabile, perché il profilo dell’edificio gioca con dei rimandi alle montagne circostanti in un equilibrio tra vuoti e pieni, con le sue pareti vetrate affacciate sul quartiere residenziale, edificato accanto all’antico Palazzo vescovile delle Albere (a sinistra nella foto), del sec. XVI, costruito dai principi vescovi Madruzzo; mentre sull’altro lato vediamo costruzioni moderne, realizzate su progetto di Renzo Piano, eco-compatibili e dotate di Certificazione CasaClima, che attesta le caratteristiche energetiche, la sostenibilità e la qualità degli edifici.

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La zona si può ammirare dal 5° piano del MUSE, dove si trova la terrazza che consente di abbracciare con un unico sguardo, la maestosità delle montagne e il valore architettonico-ambientale del quartiere “Le Albere”.

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Un complesso di 18 palazzine, 350 unità abitative, uffici, centro congressi e zone commerciali, circondati da un parco verde di circa 5 ettari di superficie.

 Il MUSE ha un’estensione di 12.600 mq., dei quali 3.700 mq. sono dedicati alla mostra permanente e 500 mq. alle esposizioni temporanee; 600 mq. sono dedicati alla serra tropicale. Le tecniche costruttive anche qui hanno perseguito i principi della sostenibilità ambientale e del risparmio energetico, raggiungendo la certificazione LEED, livello GOLD, grazie alla collaborazione con il Distretto Tecnologico Trentino.

 Gli utenti abituali del museo sono le famiglie con bambini a seguito, il cui ingresso è agevolato da tariffe particolarmente convenienti e le scolaresche in visita durante tutto l’anno; ciò è dettato dalle caratteristiche stesse della struttura che ospita ben 500 mq. di aule e laboratori didattici ed altri 800 mq. dedicati alla ricerca; vi si aggiungono 250 mq. di biblioteca e per i più piccoli, l’Area bambini Maxi Ooh! estesa per altri 200 mq.

 È il pubblico il vero protagonista della visita: multimedialità e giochi interattivi, consentono una sperimentazione in prima persona e fanno sì che la teoria vada ad intrecciarsi con la pratica del “fare” e di qui, lasci spazio alla riflessione e allo studio, soprattutto dei ragazzi e delle scolaresche che vi giungono in visita durante l’anno scolastico; infatti, molte aree del museo sono dedicate alla didattica, con l’utilizzo di strumenti digitali al passo con i tempi ed un’ampia offerta di volumi di valore scientifico, presenti nella biblioteca.

Considerate le dimensioni del complesso museale, la rilevanza delle esposizioni ed il valore tecnologico e all’avanguardia della strumentazione presente, non deve sorprenderci che a distanza di soli 4 anni, abbia già raccolto 2 milioni di visitatori (dati del 2017) di diversa provenienza e che l’ondata di gradimento sia andata perdurando ancora nel corso dell’ultimo anno. Io stessa l’ho visitato il 16 agosto scorso, un giorno che avrebbe potuto essere tranquillo, perché prettamente da ferie al mare, eppure posso dirvi che già all’ingresso ho trovato fila ed ho avuto modo di girare tra i piani, sempre in compagnia di vari gruppi di famiglie dall’accento diverso e certo, non solo italiani.

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Le collezioni del Museo delle Scienze conservano preziosi reperti, molti dei quali di particolare interesse scientifico mentre altri hanno una notevole valenza estetica o sono testimoni della storia del territorio e del museo. Il percorso espositivo usa la metafora della montagna per raccontare la vita sulla Terra. Si inizia dalla cima: terrazza e 4° piano, per poi scendere fino al piano interrato e la serra tropicale, sempre approfondendo di volta in volta le tematiche delle biodiversità, della sostenibilità e dell’evoluzione.

 La Terrazza si affaccia sulla Valle dell’Adige permettendo una vista panoramica a 360 gradi; è aperta al pubblico ed ospita varie attività, anche eventi aziendali.

 Il 4° piano è il luogo in cui inizia il viaggio multisensoriale “Avventura tra i ghiacci” ed è immediata l’immersione nell’atmosfera montana, entrando nel grande tunnel multivisione lungo dieci metri. Allo studio dei ghiacciai, segue quello del “Clima e organismi viventi”. Non mancano i riferimenti a “Esplorazione e ricerca”, facendo menzione di quegli esploratori che hanno espugnato le cime fino ad allora mai raggiunte.

Scesi al 3° piano troviamo la galleria “Nel labirinto della biodiversità alpina”, una discesa immaginata lungo un sentiero di montagna in cui si susseguono 26 ambienti diversi, arricchiti da 2 acquari. La scena che abbiamo davanti è piuttosto suggestiva: animali tassidermizzati – le cui pelli sono state trattate con sostanze conservative e successiva imbottitura che ha consentito agli animali imbalsamati di avere l’aspetto di quelli vivi – in posture molto vicine alla realtà e presenza di superfici virtuali interattive; e si ha l’impressione d’incontrare gli animali selvatici, ascoltando i loro richiami. Si parla anche di “Cambiare con le stagioni”, in riferimento agli adattamenti e alle strategie di sopravvivenza. Infine, la galleria “Esplora il bosco” è dedicata ai piccoli visitatori (4-9 anni), al fine di affinare la capacità di esplorare con i sensi, spinti dal desiderio di sapere e dal piacere della scoperta.

Il 2° piano è dedicato a Geologia, miniere e rischio ambientale”. In particolare, attraverso un viaggio multimediale, si parla della “Geologia delle Dolomiti”, il paesaggio dolomitico è il risultato dei processi geologici che nei milioni di anni hanno portato alla formazione delle Alpi; e “Le risorse del sottosuolo” che segnano anche qui il rapporto fra uomo e natura, uno dei temi dominanti del museo. Alcune fra le più grandi conquiste dell’umanità passano infatti attraverso la scoperta di una risorsa geologica, come i metalli o i materiali da costruzione. La galleria presenta anche i “Rischi ambientali”, dalle attività di prevenzione all’eventuale “Intervento della Protezione Civile”, con esempi sulle norme di comportamento da adottare in caso di allerta ed emergenza come frane, valanghe, alluvioni, terremoti, eruzioni, incendi e via di seguito.

 “Dai primi uomini sulle Alpi al futuro globale” è il tema a cui è dedicato il 1° piano.

Esposti in vetrine troviamo l’uomo di Neanderthal presente sui massicci alpini meridionali nel Paleolitico medio e l’Homo sapiens apparso al termine delle grandi glaciazioni; un viaggio emozionante nel tempo per scoprire la vita dei nostri antenati preistorici.

Troviamo anche “Dietro le quinte della ricerca” uno spazio dedicato allo studio di fauna, botanica, limnologia, geologia, paleontologia e preistoria e realizzato con pareti a vetro, proprio per consentire la partecipazione del visitatore al lavoro quotidiano degli scienziati del museo; in appuntamenti periodici, il pubblico può interagire con i ricercatori.

Sostenibilità e innovazione” è uno spazio che mediante l’uso di una grande sfera mostra al visitatore i dati dei complessi sistemi ambientali; si alternano sia video del nostro pianeta in tempo reale, che immagini animate di tempeste atmosferiche, conseguenze di cambiamenti climatici, movimento dei continenti e molto altro. Infine, il planetario digitale, attivo in alcune fasce orarie, solo il sabato, la domenica e nei festivi, consente di assistere a spettacolari proiezioni del cielo stellato; un viaggio tra costellazioni, pianeti e galassie.

Ricordiamo anche il MUSE FabLab un laboratorio di fabbricazione digitale, votato alla cultura del “fare” in una prospettiva di comunità, innovazione e condivisione. Il FabLab ospita un set completo di strumenti per la fabbricazione digitale, una postazione per le lavorazioni elettroniche, una parete attrezzata per le lavorazioni “analogiche” ed una piccola biblioteca. Una speciale attenzione è posta verso le scuole, in particolar modo istituti professionali ma anche per i più piccoli (5-10 anni), per far avvicinare i bambini al modo del “fai-da-te” digitale.

Il Piano terra ospita l’ “Area bambini Maxi Ooh!”. Uno spazio per bambini (0-5 anni) aperti a scoprire, capire, osservare, provare, iniziando da quello che loro sanno fare così bene: toccare, annusare, guardare e vedere, sentire; un modo per sperimentare con i propri sensi.

“Science Center” è un’area di scienza interattiva dove si trovano una ventina di postazioni dedicate alle scienze di base, che coinvolgono il visitatore, mediante una sperimentazione giocosa, in materia di fisica, matematica e scienze naturali.

 Infine scendiamo al piano interrato “Storia della vita”. Vi troviamo una galleria di resti fossili che ci accompagnano in un incredibile viaggio nel tempo, dalla comparsa delle prime molecole all’evoluzione di dinosauri e mammiferi. Dinosauri e rettili marini accompagnano il visitatore fino all’estinzione di massa del Cretaceo-Terziario e la successiva storia evolutiva dei mammiferi, la nostra stessa storia di mammiferi evoluti. “DNA. Il piccolo grande segreto della vita”– la galleria del DNA offre al visitatore un’esperienza suggestiva, mediata da un racconto empatico sull’aspetto unificante del DNA nei confronti di tutte le forme di vita, compresa la nostra.

A seguire, “La serra tropicale” – La serra tropicale: Udzungwa, una foresta pluviale Afromontana – Con una superficie di 600 metri quadrati, al MUSE è stato ricreato un lembo della foresta pluviale dei Monti Udzungwa, in Tanzania.

 Tra le altre bellezze naturali, meritano un accenno anche i grandi acquari con esemplari rappresentativi della biodiversità ittica dei grandi laghi e fiumi della Tanzania (Lago Malawi, Lago Tanganyika, Fiume Kilombero), appartengono prevalentemente alla numerosa famiglia dei Ciclidi, dei grandi specchi d’acqua della Rift Valley, in Africa Orientale.

 Nel museo sono presenti anche varie mostre temporanee, attualmente in sede: “GENOMA UMANO. Quello che ci rende unici”, dal 24 febbraio 2018 al 6 gennaio 2019.

MUSE – Genoma grafica
Genoma Foto di Matteo De Stefano

 

 

 

 

 

 

 

La mostra affronta tre questioni fondamentali sul patrimonio genetico umano: quanto conta il DNA, quali altri fattori intervengono nella sua definizione (ad esempio ambiente e stili di vita), come e quanto possiamo intervenire per modificarlo; ciò porta il pubblico a esplorare un mondo affascinante, che custodiamo dentro di noi e che ci rende unici.

Presente anche la mostra “Ghiacciai”, aperta dal 13 luglio 2018 al 23 marzo 2019.

MUSE – Ghiacciai grafica

Offre una fotografia dei ghiacciai che ricoprono il nostro pianeta da quattro prospettive: l’ambiente naturale glaciale e le dinamiche che lo mantengono in equilibrio; le attività scientifiche e i rilievi che permettono di quantificare lo stato di salute dei ghiacciai e di studiare i cambiamenti climatici degli ultimi secoli; le avventurose esplorazioni; le vicende storiche e i miti legati ai luoghi più inospitali dell’ambiente montano.

Alcune mostre temporanee si svolgono anche fuori dalla struttura, permettendo un maggiore contatto con la natura all’aria aperta.

Numerosi e di rilievo gli incontri scientifici che si svolgono nella Sala conferenze sui grandi temi locali e planetari e che fanno del MUSE una realtà affermatasi nel panorama internazionale; la Sala stessa, dedicata agli incontri ospita fino a 100 posti a sedere e conserva una cornice suggestiva, con l’affaccio diretto sugli spazi dell’esposizione permanente dedicata alle varie tappe evolutive del nostro Pianeta (nelle foto).

 MUSE e “sistema educativo integrato”

Nei processi di realizzazione delle iniziative, il museo aderisce al “sistema educativo integrato”, costituito dalla scuola e da tutti i soggetti e le realtà che rappresentano il territorio, aventi come obiettivi istituzionali la conoscenza, la divulgazione e l’educazione.

Il MUSE collabora con le Scuole per il Progetto di Alternanza scuola-lavoro e tirocini, Stage, e con le Università per le Tesi di Laurea e per Dottorati di Ricerca, oltre a fornire il supporto di esperti del settore, per lezioni d’aula.

 

Alcuni consigli per la vostra visita

Per una visita particolareggiata può esservi sicuramente d’aiuto l’App Explora Muse una guida interattiva di ultima generazione con cui è possibile guardare più di 150 video di approfondimento, centinaia di oggetti e reperti, interviste e gallerie di immagini con foto a 360 gradi. Il museo inoltre regala al suo pubblico GO!Muse, la nuova App per esperienze di Realtà Aumentata 3D, in grado di inquadrare gli scheletri di animali, per la maggior parte estinti e vederne comparire l’aspetto in vita e in movimento.

È possibile richiedere una visita guidata in italiano, in lingua inglese e/o tedesca; anche in LIS – lingua italiana dei segni. Visite per gruppi su prenotazione.

Per prenotazioni: +39 0461 270 311 – prenotazioni@muse.it

Il MUSE è un edificio totalmente privo di barriere architettoniche ed il parcheggio al piano seminterrato -2 dispone di 9 posteggi riservati ai disabili.

All’interno del Museo non è possibile introdurre animali ma è a disposizione un servizio di custodia in collaborazione con la Lega Nazionale. Per info tel. 0461.270311

*Le sette sedi territoriali distaccate sono le seguenti:

  • Museo dell’Aeronautica Gianni Caproni, Trento
  • Museo delle Palafitte del Lago di Ledro
  • Giardino Botanico Alpino Viote – Monte Bondone
  • Terrazza delle Stelle, Viote del Monte Bondone
  • Stazione Limnologica del Lago di Tovel
  • Museo Geologico delle Dolomiti, Predazzo
  • Centro di Monitoraggio Ecologico dei Monti Udzungwa, Tanzania

Per i biglietti: https://www.ticketlandia.com/m/muse-trento

Come arrivare: http://www.muse.it/it/visita/come-arrivare/Pagine/default.aspx

Per tutte le informazioni – sito fonte: https://www.muse.it/it/il-muse/Pagine/Home.aspx

 

Tutte le foto del Museo, come da richiesta del MUSE, sono state scaricate da flickr: MUSE_®Hufton+Crow. Le altre relative alle mostre sono state fornite dal MUSE.