Il Parco Archeologico di Ostia Antica

Un tuffo nel passato

La zona archeologica di Ostia Antica è collocata nel Municipio X di Roma, nell’area sud-ovest della capitale, adiacente a via dei Romagnoli.

In zona vi troviamo anche il Borgo (foto) con cinta muraria e fossato.

Stile medievale e antiche testimonianze della Roma Imperiale convivono a pochi metri di distanza, accomunate dal lento scorrere del tempo. Prima di raggiungere l’ingresso dell’area archeologica decidiamo di entrare nel borgo. Siamo subito colpiti dal suo fascino, il castello del papa Giulio

II troneggia in tutta la sua maestosità, mentre più in là osserviamo la Cattedrale con le sue linee di maggiore sobrietà, quasi a volerci ricordare l’abisso tra il potere temporale e quello spirituale. Passeggiamo tra i vicoli ed ammiriamo le decorazioni floreali sui davanzali e le rampicanti sulla facciata di un caseggiato, un tocco di dolcezza tra le mura in fredda pietra; una serie di case in miniatura, come in un presepe, e qua e là qualche trattoria, con i primi turisti stranieri già in fila sull’uscio, catturati dal profumo delle pietanze tipiche romane, accuratamente preparate per il pranzo. Sentiamo lo scampanellio della cattedrale che invita i fedeli per la Santa Messa di mezzogiorno. Ci prendiamo qualche minuto per leggere la nostra guida…

Il Borgo con cinta muraria e fossato fu fatto costruire da Gregorio IV nell’anno 830 al fine di difendere dagli attacchi dei saraceni la popolazione ostiense costituita soprattutto dai lavoratori delle saline, venuta via dalla zona archeologica limitrofa; il borgo fu chiamato Gregoriopoli, dal nome del suo fondatore. In seguito, con la costruzione sul lato sud del castello di Giulio II, nel sec. XV, fu inglobata una torre preesistente, voluta dal pontefice Martino V (1417-1431), per ragioni difensive e divenuta il mastio del castello. Il borgo divenne punto di controllo sia della foce del Tevere, navigabile, sia delle vicine saline, monopolio della Curia; per poi venire risistemato dal cardinale francese Guglielmo d’Estouteville, vescovo di Ostia dal 1461 al 1483, che dopo aver costruito nuove case, ne potenziò le mura di difesa.

Il castello è chiuso per lavori di manutenzione e pare non sia visitabile ma certo, torneremo in loco per visitare la Basilica di Sant’Aurea (sec. XV), la cappella di Santa Monica costruita nel 1627 sull’antica necropoli cristiana, dove era stata sepolta la Santa; e l’episcopio, residenza vescovile, dove sono conservati vari elementi architettonici ed alcuni affreschi del Peruzzi desunti dalla colonna Traiana.

Un gruppo di turisti ci viene incontro e ne approfittiamo per ascoltare la loro guida.

Verso la metà del 1500 ci fu un’esondazione del Tevere ed il fiume deviò il corso, privando il borgo del normale apporto idrico, di conseguenza la zona cadde in rovina e la torre del castello divenne una prigione; furono proprio gli uomini rinchiusi lì ad essere utilizzati nell’Ottocento per gli scavi nell’antica Ostia; poi, il borgo ritornò a risplendere dopo i lavori di ristrutturazione avvenuti nel Novecento.

Bene, lasciamo il gruppo alla loro escursione e continuiamo il nostro percorso. Il fascino medievale del borgo mi ha stregata e so che vi ritornerò presto, per visitare la Cattedrale con l’adiacente episcopio e degustare un buon piatto della cucina romana. 

Oggi la nostra visita si sposta proprio nell’area di fronte, tra le rovine della zona archeologica. Il Parco Archeologico di Ostia Antica oltre alle Aree Archeologiche e Monumentali, che andremo a visitare, comprende i Porti Imperiali di Claudio e Traiano e la Necropoli di Porto, con il complesso della Basilica di S. Ippolito.

L’Isola Sacra essenzialmente è una necropoli, dell’estensione di circa 1 ettaro, con oltre 200 tombe fuori terra e molti edifici che presentano ancora la facciata. Un complesso paleocristiano è dedicato a S. Ippolito e vi si trovano il sarcofago e gli arredi.

L’area archeologica di Portus e il Museo delle Navi, con i suoi 35 ettari, mostra le infrastrutture portuali per lo svolgersi dei commerci con il bacino del Mediterraneo; a tal proposito si ricorda il porto di Claudio, ristrutturato ed ampliato da Traiano agli inizi del II secolo, divenuto sede di importanti traffici commerciali. I resti di entrambi i bacini sono visibili all’interno della Tenuta Torlonia a Fiumicino.

 Vi fornisco qualche dettaglio, per poter apprezzare meglio la visita.

 Il Parco Archeologico è un Istituto del Ministero dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo-MiBACT e afferisce alla Direzione Generale Musei.

Il Parco Archeologico, in sinergia con i Comuni di Roma e di Fiumicino, anche con la partecipazione e il coordinamento della Regione Lazio, vuole promuovere lo studio e le attività di ricerca, tutela e valorizzazione. E seguendo i principi della “conservazione integrata” il Parco intende perseguire l’obiettivo di inserimento nella lista UNESCO come un fattore trainante di un processo economico virtuoso, sul territorio.

Secondo la tradizione letteraria la città di Ostia è stata fondata dal re Anco Marcio verso la fine del VII secolo a.C. ma dalle ricerche archeologiche svolte se ne ipotizza una nascita successiva intorno alla metà del IV secolo a.C. come insediamento fortificato (castrum) alla foce del fiume Tevere e si è poi allargata nel tempo, in qualità di porto della città di Roma, in epoca repubblicana ed imperiale. Secondo alcuni studi, nel suo momento di massima espansione, la città ha avuto fino a 50mila abitanti.

La tradizione letteraria che vede la fondazione di Ostia nel VII secolo a.C. riporta le lotte dei Romani contro i Latini e gli Etruschi, con l’intento di estendere il dominio fino al mare, cosa che pare sia avvenuta in seguito.

Ostia all’epoca sorgeva – con un suo porto fluviale – sul mare e sul fiume, e questa sua particolare posizione l’ha valorizzata sotto il profilo strategico-militare ed economico, durante l’epoca repubblicana, quale centro commerciale, cinto da mura nelle quali si aprivano tre porte: Porta Romana, Porta Laurentina e Porta Marina. Le necropoli si estendevano al di fuori. Il suo declino ebbe inizio dalla metà del III secolo d.C. sia per la crisi politica ed economica, sia per l’importanza assunta dal Porto, dove ormai erano state trasferite tutte le attività commerciali.

Ostia antica attualmente è posizionata in modo diverso rispetto al Tevere e al mare, ciò a causa degli eventi atmosferici e dell’accumulo di detriti che l’hanno allontanata dal mare.

L’area archeologica si estende su circa 85 ettari, di cui almeno 33 di strutture antiche continue, in alcuni casi conservate sino al secondo piano degli edifici; 12 mila metri quadri costituiscono invece la superficie occupata da immobili moderni, adibiti a Musei e luoghi espositivi.

Conserva le maggiori testimonianze esistenti sull’edilizia residenziale privata in Italia in età imperiale (di epoca successiva a Pompei e alle città distrutte dal Vesuvio); mentre dal punto di vista pittorico ci sono testimonianze dell’età flavia ed un gran numero di mosaici pavimentali. Di particolare pregio anche la collezione epigrafica composta da oltre 6 mila iscrizioni ai quali si aggiungono circa 9 mila frammenti di mattoni bollati ed i circa 800 esemplari di anfore da trasporto.

Nel 2017 i visitatori totali nell’area sono stati 339.842, divisi così come segue: Ostia antica 311.340 – il Porto 25.883 – l’Isola Sacra 2.559 – S. Ippolito 60.

Iniziamo la nostra escursione.

Entriamo da Porta Romana, l’accesso principale alla città per chi arrivava da Roma, in realtà ne sono rimasti pochi resti, incastonati nella cinta muraria; percorriamo la via Ostiensis, ossia il decumano massimo che attraversava tutta la città, arrivando alla costa. Una strada molto larga e pietrosa e sullo sfondo intravediamo un pozzo medievale. Per comodità decidiamo di visitare prima le strutture alla nostra destra e poi sulla strada del ritorno, percorreremo il lato opposto.

Poco distante, sulla nostra destra, intravediamo le Terme di Nettuno, una delle maggiori strutture termali, datate intorno al II secolo d.C. Un grande mosaico pavimentale di colore bianco e nero riporta l’immagine di Nettuno su una quadriga e trainato e circondato da un gruppo di mostri marini, nereidi e tritoni (foto); presenti altri due mosaici, quello raffigurante la regina del mare, Anfitrite e l’altro raffigurante Scilla. Ben visibili le vasche per i bagni freddi, per i bagni tiepidi e per i bagni caldi; la palestra e le sale destinate al riposo ed ai massaggi.

Girando a destra si trova la Caupona di Fortunato, un’osteria per pasti veloci (foto gallery).

Subito dietro le Terme e costruita in parallelo troviamo la Caserma dei Vigili, addetti alla sorveglianza dei magazzini dove veniva riposta merce soggetta ad incendi, come il grano; ma addetti anche come diremmo oggi, all’ordine e alla sicurezza.

Ritorniamo indietro sull’Ostiensis e raggiungiamo il magnifico Teatro romano, costruito in pietra e caratterizzato dalla cavea su tre livelli a semicerchio; in seguito ristrutturato più volte ed utilizzato ancora oggi per gli spettacoli all’aperto. Fu costruito dall’imperatore Augusto per ragioni di propaganda politica e per divertimento, all’epoca raggiungeva i 3mila posti; alla fine del II secolo d.C. Commodo lo fece ricostruire portandolo a 4mila posti a sedere; e verso la fine del IV secolo d.C. venne anche utilizzato per gli spettacolo acquatici (a carattere nettamente pagano), con Nereidi e Ninfe della mitologia classica. L’ultimo restauro generale è avvenuto nel 1927 (foto).

 

Sempre di origine augustea, il Piazzale delle Corporazioni (foto gallery), con il suo colonnato, e soprattutto i suoi mosaici pavimentali, con disegni marini e pure raffigurante un elefante, con la dicitura di “Sabratha”, città dell’Africa. Nella zona del portico un altare dedicato a Marte e a Venere, con la lupa che allatta Romolo e Remo. (foto gallery). Il Piazzale serviva agli spettatori teatrali per ripararsi dalle intemperie; in seguito, è stato usato per gli uffici delle corporazioni di lavoratori.

Nel I secolo a.C., furono edificati quattro tempietti, dedicati a Venere, Spes, Fortuna e Cerere, che si trovano vicino al teatro. (Nella foto quello di Cerere)

A seguire, sulla strada maestra, i grandi Horrea, i Molini, un edificio su due piani, con un cortile centrale che presenta ancora degli ambienti per la conservazione delle derrate alimentari ed in particolare del grano che proveniva dalle isole, Sicilia e Sardegna e dalla costa settentrionale dell’Africa. Si può ammirare anche uno dei più grandi molini per la lavorazione del grano e la produzione di farina mediante l’uso di macine in pietra lavica, ancora ben conservate. Il Panificio di via dei Mulini (foto) è stato costruito il II secolo d.C., è uno dei più grandi e produceva anche per il mercato di Roma.

Nella zona dei Molini un tempo si trovava la Porta orientale e le antiche mura risalenti al IV sec. a.C. ed ora rappresentati da pochi ruderi.

Ora davanti ai nostri occhi abbiamo la Casa di Diana ed i resti del caseggiato, solo la parte inferiore con una balconata ma davvero ben conservata, con i suoi locali per il commercio e all’interno è presente un cortile centrale che dava luce all’intera costruzione; In un altro sito vediamo per terra un gran numero di giare in terracotta completamente immerse e che dovevano servire alla conservazione degli alimenti, soprattutto l’olio e il vino. Un altro caseggiato piuttosto grande è quello del Thermopolium che doveva essere una locanda per gli ospiti che arrivavano dal porto, lo si capisce dagli arredi e dai dipinti che mostrano gli alimenti frugali dell’epoca, in particolare olive, uva, uova; presente anche un patio con fontana usato nel periodo estivo. Andando oltre è possibile visitare il Museo Ostiense che attualmente presenta 155 reperti, sarcofagi, ritratti ufficiali e statue di divinità, a rappresentare le principali mode artistiche susseguitesi dal I secolo a.C. fino al IV-V secolo d.C. (Nella gallery le foto della scultura di Amore e Psiche conservata nel Museo e della statua di Mitra durante un sacrificio). 

Ci troviamo in una zona centrale della città, dobbiamo immaginarla abitata dai nobili con i loro abiti drappeggiati e dal popolo, dai commercianti e dalla servitù, dalla gente del posto e dagli stranieri venuti dal porto; la vita sociale e culturale si svolgeva tra queste vie, nelle locande e nella Piazza del Foro, dove si svolgeva la vita politica della città, testimoniata dalla presenza del Capitolium, con alcuni locali probabilmente destinati alla conservazione di tesori e documenti pubblici; ad ovest anche la Curia. In zona vediamo il Tempio di Augusto e Roma, con i resti della statua di Roma.

Accanto al Foro un frammento di architrave con un’iscrizione, ricorda ai passanti quale stato di benessere si possa raggiungere immergendo il proprio corpo nelle vasche, per un bagno rigeneratore. Ci troviamo nelle grandi Terme del Foro, risalenti al II secolo d.C. ed usate anche dalle donne, in certe ore del giorno. E poco distante anche una grande latrina pubblica. Tornati sulla strada principale, girando a destra troviamo l’edificio di Epagato ed Epaphrodito, con alcuni grandi magazzini al piano terra e l’abitazione al piano superiore, risalente al II secolo d.C.. Si è conservato l’ingresso con due colonnine ed un timpano.

Torniamo indietro sulla strada principale, nel frattempo il sole alto inizia a picchiare ma si sente anche una certa brezza.

Siamo giunti ad un incrocio che porta in due direzioni diverse, la strada a destra va verso il Tevere, quella a sinistra verso il mare ma prima di svoltare ci fermiamo nello spazio che ospitava i commercianti di pesce di carne; caratteristici i banchi in marmo, le vasche ed i mosaici pavimentali (foto).

Ci dirigiamo prima a destra, verso l’Area Sacra dei Templi Repubblicani, dove vedremo il Tempio di Ercole, proseguendo per La Casa di Amore e Psiche, e le Terme, poi tornando indietro, visiteremo la Basilica Cristiana, il Tempio di Fabri Navales e l’edificio della Schola del Traiano. E dopo una pausa breve al Tempio Rotondo, proprio nell’ultimo tratto, vedremo la sede degli Augustali, le Fulloniche e la Domus della Fortuna Annonaria.

Il Tempio di Ercole (II sec. a.C.) è l’edificio principale nella piazza dell’Area Sacra Repubblicana ed il culto nel tempio durò ancora durante l’età imperiale e dopo il diffondersi del Cristianesimo, come si è potuto riscontrare, da alcune iscrizioni e da un restauro nel IV sec. d.C.;

 

Ercole era venerato come protettore delle attività commerciali e come divinità oracolare da interpellare prima dei viaggi via mare e prima delle guerre. Il Tempio si caratterizza anche per la presenza di una statua (l’originale è conservato nel Museo), che raffigura un atleta a riposo (foto). Nella stessa area, il Tempio Tetrastilo, dedicato ad Esculapio; ed il Tempio dell’Ara Rotonda, del quale non si conosce il nome della divinità venerata.

Poco più in là la Casa di Amore e Psiche caratterizzata dalla presenza di una statua raffigurante l’abbraccio delle due divinità e dalle decorazioni policrome sulle pareti della stanza dove è stata ritrovata la scultura; su un altro lato della domus, un ninfeo.

Ritornati su via della Foce visitiamo le Terme del Mitra che prendono il nome dal Mitreo, un luogo di culto sotterraneo; si tratta di una simbologia proveniente dalle zone orientali dell’impero. Mitra è il dio della luce, ossia il bene che sconfigge il male.

Incontriamo anche il Collegio dei Mensores, cioè l’attività svolta dai misuratori di grano, come viene illustrato da un mosaico pavimentale (foto).

Il Caseggiato di Serapide prende il nome dalla figura di Serapide, in stucco colorato; il Serapide è un dio greco-egizio, il cui culto fu introdotto ad Alessandria d’Egitto da Tolomeo I, proprio perché avrebbe accomunato greci ed egizi sotto un unico credo.

In zona si trovano anche le Terme dei Sette Sapienti che prendono il nome dal dipinto che li ritrae. I sette Sapienti sono personalità pubbliche dell’antica Grecia, ricordati per la loro saggezza. Anche l’Insula degli Aurighi prende il nome da un dipinto di due aurighi; si tratta di una costruzione ad uso residenziale. L’auriga guidava il carro da guerra e partecipava alle corse dei carri nell’antica Grecia; mentre nell’antica Roma conduceva la biga.

Ritorniamo indietro al nostro incrocio e questa volta prendiamo a sinistra e percorriamo la strada che porta al mare. Incontriamo il più grande complesso cristiano presente in loco, la Basilica Cristiana costruita su due navate e alle sue spalle il Mitreo delle Pareti Dipinte, decorazioni sulle pareti che riportano l’iniziazione dei fedeli di Mitra. Il culto di Mitra ha origini molto antiche (intorno al 1400 a.C.), la forma originaria è quella indo-persiana e va distinta dalla versione romana, che l’ha rielaborata.

Giungiamo al tempio dei Fabri Navales, i costruttori navali, con compiti di sorveglianza delle navi mercantili, la costruzione occupava il sito accanto alla Basilica Cristiana ma ormai ne restano solo pochi ruderi. Presso il cortile sono state trovate cataste di colonne e capitelli, forse a testimoniare il suo uso successivo come deposito di marmi.

Proprio di fronte al Tempio si trova la Schola del Traiano, che ha preso il nome dalla scultura raffigurante l’imperatore Traiano, attualmente conservata nel Museo; era la sede della corporazione dei costruttori navali e nel cortile centrale si tenevano i banchetti. A questo punto, torniamo all’incrocio e di là proseguendo verso il Foro, incontriamo il Tempio Rotondo, di grandi dimensioni, tanto da far pensare alla sede di riunioni pubbliche di una certa importanza.

Prima di uscire da Porta Romana volgiamo il nostro sguardo alla sede degli Augustali, le Fulloniche e la Domus della Fortuna Annonaria, si trovano poco distanti dal Teatro ma sul lato opposto.

Gli Augustali erano un collegio sacerdotale riservato ai liberti, istituito nel 14 d.C. con il compito di celebrare il culto della casa imperiale.

Gli Augustali presenti ad Ostia Antica erano una corporazione politico-religiosa di liberti, quelli più ricchi; la sede costruita nella seconda metà del II sec. d.C. è costituita da un giardino interno con il portico e ornata da varie statue, solo calchi attualmente, dato che gli originali sono stati conservati nel Museo. Poco distante le Fulloniche, vasche per la colorazione delle stoffe; gli addetti della lavanderia pestavano le stoffe con i piedi per farle impregnare meglio di colore, poi le portavano sul terrazzo per l’asciugatura ma di quest’ultimo ormai resta solo la scala di accesso. Infine, la Domus della fortuna Annonaria, una dimora del periodo tardo-imperiale, dotata di giardino interno, marmi policromi, mosaici e varie statue che fanno pensare alla particolare agiatezza dei suoi ospiti.

E se con questa descrizione, seppure sommaria, sono riuscita a farvi venire il desiderio di andarci, allora sono felice ed ho raggiunto il mio obiettivo.

Arrivederci al nostro prossimo viaggio che, come promesso, ci porterà nel Borgo, dalla Cattedrale con l’episcopio ad un delizioso pasto in trattoria, Vi accompagnerò… tra sacro e profano. Non mancate!

 

Visita al Parco Archeologico di Ostia Antica – informazioni

Come arrivare con i mezzi pubblici: Nei pressi di Ostia Antica è situata la stazione con fermata Ostia Antica della linea ferroviaria Roma-Lido, che poi prosegue verso il lido di Ostia, Castel Fusano e la Cristoforo Colombo. Si tratta una linea ferroviaria urbana, collegata sia alla fermata Piramide della metropolitana linea B che alla Stazione di Ostiense delle Ferrovie dello Stato, entrambe in zona piazzale Ostiense a Roma; in un’ora compie il percorso verso il sito archeologico di Ostia Antica.

Se si arriva dalla stazione Termini o da Tiburtina basterà prendere la metro B e scendere a Piramide e spostarsi poco più in là, come suddetto, sulla banchina del treno urbano FS.

Come arrivare in auto: da qualsiasi autostrada immettersi nel G.R.A. (Grande Raccordo Anulare) – uscita 28 per poi prendere la Via del Mare o la Via Ostiense (per pullman solo Via Ostiense) fino ad Ostia Antica.

dall’aeroporto di Fiumicino una volta usciti dall’aeroporto, proseguire per Viale dell’Aeroporto di Fiumicino fino ad incrociare la Via del Mare e seguire le indicazioni per Ostia Antica. 

Orario

Il sito rimane chiuso tutti i lunedì, il 1° gennaio e il 25 dicembre

Apertura: ore 8.30

Chiusura primavera/estate:

  • Dall’ultima domenica di marzo al 31 agosto: ultimo ingresso 18.15 con uscita 19.15;
  • dal 1 settembre al 30 settembre: ultimo ingresso 18.00 con uscita 19.00;
  • dal 1 ottobre all’ultimo sabato di ottobre: ultimo ingresso 17.30 con uscita 18.30.

Chiusura autunno/inverno:

  • dall’ultima domenica di ottobre al 15 febbraio: ultimo ingresso 15.30 con uscita 16.30;
  • dal 16 febbraio al 15 marzo: ultimo ingresso 16.00 con uscita 17.00;
  • dal 16 marzo all’ultimo sabato di marzo: ultimo ingresso 16.30 con uscita 17.30.

La Biglietteria e il Museo Ostiense chiudono un’ora prima dell’orario riportato.

Biglietto d’ingresso

Intero: € 10; ridotto € 5.
In occasione di Mostre temporanee il biglietto d’ingresso subirà un aumento.

Dal 1 gennaio 2018, è disponibile al costo di € 25 la Fidelity Card, valida un anno a decorrere dalla data di acquisto, che consentirà al titolare della stessa ingressi illimitati all’area archeologica di Ostia Antica e l’accesso gratuito alle mostre temporanee.

È consentito l’ingresso gratuito la prima Domenica di ogni mese in attuazione della norma del Decreto Franceschini (Decreto 27 giugno 2014, n. 94), in vigore dal 1° luglio 2014, che stabilisce che ogni prima domenica del mese non si paga il biglietto per visitare monumenti, musei, gallerie, scavi archeologici, parchi e giardini monumentali dello Stato.

Fonte per le informazioni il sito: http://www.ostiaantica.beniculturali.it/it/orari-e-tariffe/

Il biglietto si può acquistare direttamente alle casse oppure online: https://buy.ostiaanticatickets.it/ingresso-intero-ostia-antica.html

Accessibilità: Accesso facilitato per persone con disabilità. Tel.: 06 56358044
E-mail: pa-oant.domusostia@beniculturali.it

 

Attività Culturali

Vediamoci a Ostia Antica – Conversazioni di Archeologia Pubblica e Legalità
Antiquarium di Ostia Antica, marzo-dicembre 2018

Dieci appuntamenti di crescita civile e culturale offerti da archeologi e da protagonisti della scena pubblica, così da favorire il confronto tra le istituzioni e la cittadinanza. Gli interventi saranno introdotti da direttore del Parco Mariarosaria Barbera. In elenco le prossime date. 

La partecipazione è gratuita, posti a esaurimento, è richiesta la prenotazione via email a
pa-oant.comunicazione@beniculturali.it

Per info: http://www.ostiaantica.beniculturali.it/it/vediamoci-a-ostia-antica/

10 luglio Archeosocial – Comunicare l’archeologia ai tempi dei social media – ore 17.00

11 settembre – Il porto dell’Imperatore – ore 17.00

11 ottobre – Biografie di oggetti: dialogo tra egittologia e scienza – ore 16.30

6 novembre – Ostia tardo antica, il lusso in tempo di crisi – ore 16.30

5 dicembre – Uomo e natura, i paesaggi del litorale romano – ore 16.30

 

Musica

In estate il Teatro Romano di Ostia Antica diventa la location per bellissimi concerti sotto le stelle.

Concerti di luglio – settembre, presso il Teatro Romano di Ostia Antica, viale dei Romagnoli, 717:

http://www.ostianticateatro.com/

Infoline 06.97602968 – Dal lunedì al venerdì dalle 10 alle 17 (orario continuato)

Bohemian Symphony – The Queen Orchestra (Queen cover), sab 07/07/18, 21:00

Cigarettes After Sex, mar 10/07/18, 21.00

HERITART Festival, ven. 13/07/18, 21:00 e sab. 14/07/18, 18:30

MEDITERRANEA, sab 14/07/18, 21:00

Myles Kennedy + Dorian Sorriaux, gio 19/07/18, 21:00

Nino D’Angelo, ven 20/07/18, 21:00

CARMINA BURANA, sab 21/07/18, 21:00

Damien Rice, dom 22/07/18, 21:00

FASCISMO MON AMOUR, mar 24/07/18, 21:00

Burt Bacharach, mer 25/07/18, 21:00

Latte e i suoi derivati, gio 26/07/18, 21:00

Pink Floyd Legend (Pink Floyd tribute), sab 28/07/18, 21:00

ANGELO PINTUS, sab 08/09/18, 21:00

 Fonti:

-sito della Cattedrale di sant’Aurea – http://www.santaurea.org/

-sito MIBACT – Parco Archeologico di Ostia Antica – http://www.ostiaantica.beniculturali.it/it/home/

-guida “Ostia Antica”- Testo a cura della Soprintendenza Archeologica di Ostia

Con aggiornamenti di E. Interdonato

Università degli Studi di Roma “La Sapienza” – Casa editrice VISION S.r.l. – Anno 2015

-Vediamoci a Ostia Antica – http://www.ostiaantica.beniculturali.it/it/vediamoci-a-ostia-antica/

-Ostia Antica Festival – http://www.ostianticateatro.com/

 

Foto di: Angela Attolico